Pensami, poi cercami e dimmi chi sei.
Tutto quello che vedo
tutto quello che sento
è il mistero di una donna al vento.
Guardami, poi toccami
e dimmi che senti.
Lo so, conosco poco dell’amore
quello fra due persone,
ma se tu potessi immaginare
quanto ti assomiglia questo cuore
non mi costringeresti
a scrivere solo parole.
Fatti trascinare e mai travolgere
dall’emozioni che senti
e poi ricordati di me
e di qualunque sentimento
anche quello meno bello
fatto di difetti e incomprensioni.
Lo sai, l’emozioni non si trasmettono fingendo
così l’amore non vive senza ragione:
mi piacerebbe vederti salire su un palco
e mettere in scena i tuoi dubbi e le tue certezze
con quel fascino e quella semplicità
che in te non ha età;
m’importa sapere da dove siamo partiti
dove siamo arrivati e dove stiamo andando.
Dietro le mie spalle
le tue frasi non dette sono tutte in fila
e mi fanno compagnia come certi fantasmi
che nascondono verità e non riesco a scacciare.
Immerso in questo crescere e pensare
conto gli anni miei e ricordo
quando sfioravo i tuoi seni…
adesso sì che ho voglia di fare l’amore,
toglierti i vestiti, palparti, ondeggiare sul letto
e sentire la tua lingua bagnare la mia pelle
oppure nella bocca, dentro,
come un raggio di sole attraverso la finestra.
Tu chiamalo sesso o peccato e gentilmente
non lasci neanche una fotografia,
amore dopo amore,
adesso sì che griderei il tuo nome
ed ho imparato ad accontentarmi
delle piccole cose,
semplici e sincere,
così: guardo i disegni fatti dal vento
in un campo di grano
e li paragono alle sagome di nuvole
cadute, addormentate,
come lenzuola sconvolte
dalla danza degli amanti.
Io ne ho viste tante di opere d’arte
ma nessuna mi ha parlato
come parlano i tuoi occhi
nessuna conserva i colori
che colorano il tuo corpo.
In mezzo ai libri
cerchiamo nuovi sentimenti
per scoprire prima o poi
che non ci apparterranno mai
perché il tempo non ha tempo
e il nostro romanzo
non lo scriverà nessuno
se non il cuore
che non sa cosa vuol dire dimenticare:
lui ama e basta
anche se sei solo sotto una luna piena,
anche se scoppia il temporale
senza qualcuno che stia ad ascoltare.
In questa realtà poco poetica
ti fa paura la voglia d’amore che ho,
preferisci nascondermi
fra il profumo dei tuoi capelli scuri,
dietro l’imbarazzo di qualche anno
in più o in meno,
sperando che il destino,
ammesso che esista,
faccia il suo dovere
scegliendo i momenti giusti
per trovare la forza
di dire ti amo
ancora, come per noi.
Pensami, poi cercami
e dimmi se sbaglio a pensare
che vorresti amarmi in segreto
di un amore che senta e si faccia sentire
senza fine.
Guardami, poi toccami
e dimmi che continueranno a volare
tutti gli aerei che i nostri occhi
hanno guidato
e porteranno a spasso
tutti i nostri sogni
senza atterrare mai.
Lontano
un ricordo o una speranza:
sai, non ci si abitua mai
da soli
a guardare i colori di un tramonto
ad aspettare il sorriso di un alba.
Lascia a me
il compito di rimpiangere
tu devi essere felice
speciale, come un diamante
in mezzo a tanta roccia…
Spero che la vita
abbia pietà di me
che ti lascio andare via
come la poesia più bella
quella che non scriverò mai
ma che leggo tutti i giorni dentro me.
Mi manchi tra le braccia
oggi, domani e sempre
insieme al desiderio
di sposare i tuoi difetti
e di stringerti davanti a un fuoco
con l’idea di un figlio proibito,
baciarvi,
ed essere sicuro di averti donato
la parte migliore di me.
Amarti è la mia volontà
ma metterti da parte sembra essere
un mio dovere,
un ordine sottovoce, insensato,
che non riesco ad eseguire
se non nelle ore
di sonno profondo.
L’amore non ha diritti,
è fatto solo di desideri e doveri,
è qualcosa d’irrazionale
un po’ come Dio.
Tu pensami, poi cercami.
Guardami, poi toccami.
Fra noi esiste un legame
profondo e importante,
inutile da descrivere
con belle parole
ma necessario da vivere…
anche questo è amore.
Ora
conosci le mie lacrime
puoi vedermi piangere se vuoi,
sai dei miei sogni
e delle cose che non ti ho detto mai.
Ora
quel silenzio in cui mi sono rifugiato
per tanto tempo
e che ho odiato,
sembra essere l’unica cosa veramente mia.
E nel silenzio continuo a pensarti.
Ora
dammi tutto quello di cui ho bisogno
per vivere senza te.
Hai dimenticato
Il sapore della mia pelle,
hai pulito le scarpe
dalla polvere di Sant’Antimo,
hai lanciato nel vento la sabbia del mare
e piuttosto che portarmi via
hai traslocato,
non so dove
tutto quello che ti ho dato.
Non penserò ai sorrisi, agli sguardi
e ai baci che regalerai agli altri,
io so che dovrò sudarmeli
per dirti solo “ciao” oppure “come stai?”.
Il mio bacio però
non so più a chi donarlo
e non so dire se questo momento
è una supplica o un lamento…
Certamente c’è tempo e silenzio
per comprendere il senso di un addio
che non accetto ma che rispetto.
Adesso ho paura però,
e son sincero,
di questa troppa libertà
di questa dura verità
che costringe a riamare
contro ogni volere,
io che quando vorrei far l’amore
penso a te,
mi domando se sono
ancora in grado di farlo veramente…
Vado avanti ad occhi chiusi
mettendo da parte
il sentimento più forte
lasciandoti fare
i conti con te stessa
e se col tempo
non ritorneranno neanche a te…
Pensami,
poi cercami.
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